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Storia

Corzano, Bargnano e Meano

I nomi di questi paesi suggeriscono la comune origine romana: la terminazione in -ano indica toponimi derivanti da nomi romani, ossia quei cittadini a cui erano stati assegnati i territori. Corzano e Meano erano originariamente delle “villae” a capo di fondi agrari assegnati a cittadini romani, i cui rispettivi nomi erano Curtius e Mellianus, che derivano da Cassius e Aemilianus. Bargnano, invece, ha un’origine diversa, il suo nome deriva da “Fondo baroniano” che indica come questo territorio facesse capo a un castello feudale. Questi paesi, così come tutto il territorio Bresciano, seguono le vicissitudini dell’Impero Romano, raggiungendo il massimo splendore attorno al 69-70 d.C e subendo la profonda crisi economica e istituzionale causata dalla calata degli Unni nel 452 d.C.

Nei secoli successivi la una struttura polita e quella economica sono prettamente feudali, per cui sono le famiglie locali che amministrano e controllano le risorse del territorio. Verso la fine del XV secolo la famiglia degli Avogadro costruisce il Castello di Meano come residenza di campagna e di caccia. Intorno alla metà del XVI secolo viene costruito Palazzo Maggi, che sancìsce l’influenza di questa famiglia sul territorio.

Corzano, Bargnano e Meano vengono citati come un unico Comune in un documento risalente al 1641 nonostante appartenessero a Quadre diverse: Corzano era amministrata dalla Quadra di Pompiano, Bargnano da quella di Mairano e Meano da alcune famiglie di feudatari locali, tra cui gli Avogadro, i Bargnani e i Maggi. A metà del XVII secolo il Comune occupa prevalentemente il territorio a Sud della strada che collega Brescia a Orzinuovi. Per tutto il XVIII secolo la coltivazione della terra rimane la fonte primaria di sussistenza. Attorno al 1750 viene introdotta una novità produttiva destinata a cambiare l’aspetto del paesaggio e le condizioni sociali delle campagna: la gelsicoltura, coltivazione redditizia che determinò una cambiamento dei rapporti sociali, in quanto veniva effettuata con la compartecipazione del proprietario e del contadino.

Con la caduta della Serenissima e la sottomissione del territorio Bresciano alla dominazione Napoleonica, vengono realizzati, per la prima volta, attendibili rilievi planimetrici dei centri urbani e del territorio. La mappa di Corzano mostra un centro scarsamente edificato e attraversato, per un tratto, dalla Contrada dello Stradone, l’attuale strada statale per Orzinuovi. Le innovazioni apportate dalla Rivoluzione Francese trasformano la regolamentazione in materia di successioni nobiliari: viene abolito il “fedel commesso”, modifica che porta ad un cambiamento dell’avvicendamento della possessione fondiaria. La società agricola Ottocentesca è una società in evoluzione, che inizia a sviluppare una visione imprenditoriale. Si afferma sempre più la nuova borghesia, che segna un avanzamento in campo industriale e una timida ripresa delle attività mercantili, nonostante l’agricoltura rimanga la principale fonte di ricchezza del Comune.

Nel 1881 viene inaugurata la tramvia che mette Corzano in comunicazione con Brescia Roncadelle, Orzivecchi, Orzinuovi e molti altri paesi, influendo positivamente sullo scambio di merci. Gli ultimi 25 anni del XIX e il periodo antecedente alla la Prima Guerra Mondiale sono caratterizzati da una profonda trasformazione dell’assetto economico, credito e istruzione diventano le due attività di maggior forza trainante, e di quello politico, in cui prevalgono le forze del mondo liberarle e quelle di ispirazione cattolica.

Nel 1908 i beni della famiglia Bargnani vengono donati alla Provincia di Brescia, la proprietà comprende oltre centonovanta ettari di terreno e viene usata per la creazione di un asilo infantile e di una Scuola di Agricoltura dedicata a Vincenzo Dandolo. La Prima Guerra Mondiale porta con sé molti caduti, il sindaco Alberti li ricorda tutti in un dettagliato elenco. Nel 1921 Corzano inaugura il Monumento ai Caduti.

Durante il Fascismo, il Comune cresce e vengono incentivate molte opere pubbliche come il nuovo edificio scolastico e l’asilo infantile. La Scuola Agricola di Bargnano rimane un importante punto di riferimento, è gestita dalla Congregazione degli Artigianelli e nel 1930 viene trasformala in Avviamento Professionale. La sua attività non si interromperà nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il conflitto provoca molti morti e porta povertà nelle campagne. Corzano e i suoi abitanti riescono a reagire, a far rifiorire l’agricoltura e a far riprendere l’economia.

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